
si dice comunemente che una persona "ha perso il treno" quando non ha saputo cogliere le occasioni che la vita le ha offerto.
io a qst'ora credo di non essere molto lontana dal mio punto di partenza.
come mai?
beh perché di treni ne ho persi tanti, forse troppi, o forse troppo pochi. chissà.
ognuno si angoscia per le occasioni perdute.. ma siamo sicuri che il problema che ci affligge sia aver perso l'occasione?
oppure è nel non aver avuto le palle per approfittarne.
se si rimane a terra vuol dire più che altro abbiamo paura dell'ignoto.
alla fine i "treni" non sono i viaggi, né tanto meno i cambiamenti. sono solo dei tramiti, momenti adibiti a fare il punto del proprio vissuto, momenti morti in cui si ha tempo per riflettere.
allora non dovremmo lamentarci di aver perso l'attimo, ma dovremmo preoccuparci di avere paura di confrontarsi, di non essere assolutamente sicuri di cosa possiamo offrire a quello futuro.
certo, rimanere a terra ha i suoi vantaggi, non lo nego! apparentemente da stabilità, ma per quanto?
il dubbio di aver perso l'occasione della vita si insinua velocemente, e quindi che facciamo?
domanda stupida.. ovvio! diamo colpa agli altri, o al momento, alle cose brutte, a quelle belle (si, anche a Caino che fa le frittelle..) anche se sappiamo chiaramente che il problema siamo noi... non è assolutamente il treno che non ci convince.
sono sicura che anche se avessimo la possibilità di viaggiare su un freccia rossa (ehm..) o sull'orient express, invece che su un regionale scalcinato del cazzo per il resto della vita, le cose non cambierebbero assai molto.
l'ignoto ci spaventa, e arrivarci impreparati ancora di più.
bene, allora sicuramente è molto più facile continuare a fare i piccoli borghesi infastiditi, annoiati dalla solita routine, lamentosi alla nausea, che alla prima opportunità di cambiare, si sentono andar via la terra sotto i piedi e che per qlc minuto rivalutano il loro schifo di mondo, facendolo diventare un paradiso e che solo quando ormai sono sicuri che il treno indietro non ritorna, riprendono a lamentarsi come se fossero stati privati della cosa più bella della vita.
che schifo. cazzo, è un circolo vizioso.
so che qst discorso non avrà una fine, né tanto meno un lieto fine (almeno per la sottoscritta essendo prettamente autocritico), ma è cmq un modo per riflettere e per magari trovare uno spunto per darsi una smossa.
che poi diciamocelo, non è che che ci sia andata di culo, siamo pur sempre in Italia e ricordiamoci che viaggiamo sulle ferrovie dello stato!



